IN RICORDO DI UN AMICO DI SILVANO : TININ MANTEGAZZA.

Ciao Tinin.
È giunta notizia che la scorsa notte si è spento all’ospedale Bufalini di Cesenatico, all’età di 89 anni, il “maestro” Tinin Mantegazza, scrittore, pittore, scenografo, illustratore e autore di libri per l’infanzia, inventore delle “Telefiabe” e di “Dodò” (il pupazzo a pois giallo dal lungo becco) protagonista della trasmissione televisiva per ragazzi della Rai “L’albero azzurro”.
Un amico di Silvano, meglio conosciuto da noi per aver fondato con Pupi Mazzucco e Giuseppe Baldo, detto “Fulmine”, la rassegna “Ai bravi burattinai d’Italia”; la sua esperienza, il suo talento, l’assoluta gratuità del suo impegno a favore dell’Associazione “Amici dei burattini”, sono stati determinanti per decretare la nascita ed il successo di un’esperienza pedagogica e formativa dedicata interamente ai giovani che ha trasmesso nel tempo entusiasmo e gioia e taglia quest’anno il traguardo del trentesimo anniversario di vita.
L’amministrazione comunale gli è riconoscente per l’impegno pieno, la costante collaborazione e la vicinanza con cui ci ha seguito, consigliato e sostenuto in particolare nel corso dei primi anni di vita del “Premio”, per rendere viva e partecipata una manifestazione che ha saputo nel tempo consolidarsi e conquistare la simpatia di generazioni di bambini. Con dolorosa partecipazione mi accomuno alla lunga serie dei messaggi di cordoglio per esprimere le condoglianze e la vicinanza di un paese intero alla famiglia ed ai suoi cari, nella consapevolezza che con lui scompare un artista talentuoso e poliedrico, dotato di una straordinaria carica di saggia ironia.
Il personaggio e la statura di Tinin sono sintetizzate in alcune note diffuse dalle agenzie di stampa: nato a Varazze e cresciuto a Milano, inizia giovanissimo la carriera nel 1950 su invito del direttore Giovanni Mosca e pubblica le sue prime illustrazioni sul “Corriere dei piccoli”; nel 1952 espone una serie di disegni alla Galleria San Fedele di Milano e ne diviene poco dopo segretario. Nel 1953, collabora alla decorazione del locale esistenzialista Santa Tecla di Milano.
Nel 1957 inizia la sua attività giornalistica come illustratore del quotidiano “La Notte” e i suoi disegni figurano alla Galleria Blu, accanto alle opere di Munari, Longoni, Solari. Due anni dopo apre la galleria La Muffola, dove espongono pittori, ceramisti, disegnatori e si esibiscono giovani attori e cantanti come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Maria Monti, Paolo Poli, Bruno Lauzi, Cochi e Renato. Nel 1962 inizia, con la moglie Velia, un lungo percorso artistico nel mondo del teatro d’animazione.
Nel 1964 fonda a Milano il cabaret “Cab ’64? cimentandosi anche come autore, attore, scenografo e costumista. Durante gli anni Settanta fonda la cooperativa teatrale Il Buratto e dirige il Teatro Verdi di Milano senza abbandonare la pittura ed espone nel 1974 alla galleria Il Dibattito il ciclo politico di “Mandati, mandanti e sottomessi”. Nella sua lunga carriera ha creato più di duemila pupazzi teatrali e televisivi; in Rai collabora per oltre 18 anni con Enzo Biagi alla trasmissione “Il Fatto” realizzando i disegni delle schede del programma. Da anni viveva a Cesenatico e nel 2019 la Romagna lo ha omaggiato al Museo della Marineria, dove ha presentato il suo ultimo libro di racconti dal titolo “Restituiamo Roma al Vaticano (con tante scuse)”, davanti a una platea di oltre duecento persone, tra cui attori, musicisti, letterati e autorità.
Tinin ha sempre mantenuto un atteggiamento disponibile e aperto verso Silvano, un riguardo nei nostri confronti frutto dell’amicizia e considerazione nei confronti di Pupi Mazzucco e della stima verso una comunità, la nostra, che gli ha riconosciuto giusto peso e valore artistico; mi piace ricordare il suo sorriso quando ci gratificò realizzando la bozza stilizzata del simbolo dell’alambicco, un logo facilmente visibile alle porte di Silvano che testimonia l’antica nostra tradizione distillatoria e la sua innata capacità espressiva.
Abbiamo perso un grande artista ed un vero signore, a noi l’onore di mantenerne ricordo.
Grazie Tinin, Silvano ti è riconoscente, non ti dimenticheremo.